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Una canzone per dare Dio...

Vasto Marina (Chieti) – Parrocchia Stella Maris

Mi contatta via e_mail Paola una impegnata della parrocchia Stella Maris di Vasto marina per un eventuale concerto. Lei fa sapere al Parroco, Padre Luigi, la mia disponibilità e concordiamo la data e le modalità del concerto: da solo con le basi. Si avvicina il 7 di Giugno, non avevo calcolato che era la solennità del CORPUS DOMINI. L’unica processione che amo fare perché non si va dietro a un simulacro, ma a Gesù Eucaristia, ma quest’anno la devo saltare e me ne dispiace proprio.

La settimana precedente cerco di trovare il tempo per organizzare le canzoni da cantare per il concerto a Vasto. Arrivo a sabato 6 mattina che ancora non ho preparato niente, ma dopo la Messa delle 9 al Carmine, visto che i ragazzi della cresima non sono venuti per recuperare le assenze, mi metto a lavoro. Preparo il powerpoint coi video e con le basi musicali delle canzoni. Infatti, i video, preparati da me, fanno vedere le parole delle canzoni e le immagini che scelgo solitamente aiutano a comprendere meglio il messaggio.

Una delle canzoni che voglio cantare è dedicata alla Mamma Celeste e fa parte del CD “50 lune d’argento”. E’ dedicata proprio alla “Stella Maris”. E’ bella la genesi di questa canzone.

Leggevo, uno dei 10 volumi, dell’Evangelo come mi è stato rivelato, e mi imbatto in un personaggio particolare “la velata”. Una donna misteriosa che segue Gesù, ne beve le catechesi, ma scompare ogni volta nel nulla. L’Apostolo Andrea (fratello di Pietro) sa chi è, e l’aiuta nel suo difficile cammino di conversione.

Un giorno Gesù è costretto ad andar via di fretta dai terreni di Lazzaro nella zona detta “acqua speciosa” dove la Velata arrivava trafelata. Si sa che per poter sopravvivere, vendeva tutti i gioielli che aveva, e pian piano si alleggeriva dell’umano. Una mattina arriva all’acqua speciosa e non trova gli Apostoli. Si dispera, ma in fondo al cuore sa di non poter tornare dai romani, la ucciderebbero, né andare alla corte di Erode. Fa una pazzia, va a piedi a Nazareth dalla Madre di Gesù. Ottanta chilometri di insidie per una donna che ha contro la sua propria bellezza molto avvenente. Arriva dopo giorni di cammino e bussa alla casa di Maria. Da dentro, Maria si chiede chi potrebbe essere, ma si sente spinta ad aprire., anche se la sera era calata già. Appena apre l’uscio la Velata scorre ai piedi di Maria piangendo a lacrime piene di sacrificio e pentimento. La Grazia l’aveva lavorata e preparata a quell’incontro. Maria la fa entrare e si siede invitando a fare altrettanto, ma questa si mette ai piedi di Maria e piange. Maria non può far altro che consolarla con le carezze di una Madre.

Maria la invita a dire, raccontare e dare il suo dolore, che condividendolo si allegerisce, e la Velata comincia a raccontare la sua storia. Era di Siracusa, di famiglia nobile, la sua casa era sul teatro romano e da lì poteva vedere gli spettacoli, si innamora della danza. Quando non ci sono gli attori lei va sul palco a danzare. Un romano la vede, le racconta di farla diventare famosa, ma invece la fa prostituire, e come merce viene portata a Gerusalemme per soddisfare i soldati romani. A questo punto la Mamma Celeste ha un fremito. La Velata se ne accorge e vorrebbe smettere di raccontare, ma Maria dice: “continua perché Maria è Mare che lava”.

Questa frase mi scava dentro per settimane finché non viene fuori la canzone: “Mare che Lava”. L’avevo appena registrata dal mio arrangiatore Niki Saggiomo,  che arriva un’occasione: poterla far pervenire al Santo Padre Francesco, appena eletto. Infatti il mio concfratello don Peppino, insieme con Dario e Raffaele, sono invitati a Santa Marta per la Messa col Papa ed io ne approfitto per mandargli la canzone come dono su di un CD. Dopo qualche settimana mi arriva la risposta del Santo Padre che ha gradito il dono (vedi foto).letteraPapaMareCheLAva

Finalmente il 7 giugno dopo aver celebrato la Messa delle 8 a San Felice, parto col mio carico di strumenti alla volta di Vasto. Esco a Caianello, procedo per Venafro e poi attraverso Isernia e percorro tutta la trignina. Due ore e mezza di verde fino a Vasto. Incontro padre Luigi che era in Chiesa con una corale di bambini che si accingono a fare il bis. Li ascolto, poi mi presento. Vado a pranzo con lui e al pomeriggio mi rendo disponibile per la celebrazione della Messa vespertina del Corpus Domini. Ci sono anche Eleonora, Antonio e il piccolo Gigi. Una famigliola pomiglianese, che era da quelle parti per il week-end.

Dopo la Messa, con Padre Luigi, montiamo la strumentazione e facciamo un pò di prove. Infatti, suona diversi strumenti e vorrebbe accompagnarmi in alcune canzoni col mandolino. Strumento molto appropriato per le mie canzoni in napoletano…e non solo.

Alle 21.30 si comincia. La chiesetta non è piena, padre Luigi se ne rammarica, ma gli faccio presente che i giovani, i ragazzi, hanno mille pre-comprensioni sui preti e figuriamoci poi su quelli che cantano. Comunque ci fosse stata ance una sola persona avrei cantato UGUALE. Le canzoni previste erano 15, alcune anche precedute da video tratti da alcuni film famosi per rendere il messaggio il più comprensibile possibile.

Alla fine del concerto incontro diverse persone che prendono anche i miei CD. Solitamente quando si comprano i CD è segno che il concerto è piaciuto. E’ l’ultimo giorno della festa e tutti sono impegnati a mettere in ordine ogni cosa. Vedo che sono tutti indaffarati. A smontare fili e attrezzatura mi aiuta la signora Antonella, parliamo del più e del meno. Qualche giono dopo mi arriva un suo messaggio whatsApp: “Vorrrei ringraziarvi ancora per la musica che componete…dal giorno dopo la festa mi accompagna in macchina ogni giorno ed è bellissima… ascoltata con attenzione chiaramente si capisce meglio anche il testo…”.

Lunedì 8 pensando che padre Luigi era già andato chissà dove, mi organizzo e parto, ma in realtà mi raggiunge sul cellulare, dicendomi che era in casa e poiché s’era fatto tardi era ancora a letto… oramai ero per strada ho ringraziato anche per la grande Provvidenza ricevuta e per la bella accoglienza. Ancora grazie alla Stella Maris, a padre Luigi e a tutti gli impegnati della parrocchia.

Adele mi ricontatta perché non avevamo riempito il borderò della Siae…provvedo attraverso un messaggio a inviare i titoli delle canzoni e lei mi dona anche una foto del concerto (vedi foto)

Mentre IMG_6706scrivo queste poche righe faccio anche memoria dei volti, delle emozioni, e ancora una volta nel cuore nasce il Grazie a Dio che attraverso queste mie canzoni, mi permette di incontrare gente nuova ed allargare i confini del quotidiano…

 

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Updated: 15 giugno 2015 — 19:52

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