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Una canzone per dare Dio...

In fondo all’anima

 

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Domenico IERVOLINO
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Sì, ho deciso all’ultimo minuto di cambiare il nome al CD dei miei 50 anni, non più “50 lune d’argento”, ma “IN FONDO ALL’ANIMA”. Una decisione pensata, ma non sofferta. Infatti, era logico chiamarlo “50 lune…” se fosse uscito a Natale scorso, ma visto il considerevole ritardo, dovuto ai tempi di Dio e non certo ai miei, ho preferito chiamarlo con il titolo della canzone che va più in alto, dove prendo la nota più alta e dove davvero do tutta l’anima. Anche la grafica è cambiata. Marco Luongo, mio figlioccio ed amico, ne ha curato i particolari seguendo le mie intuizioni. La barchetta di carta nel fiume indica una chiara metafora della nostra vita in balia della storia. Anche la nostra anima, delicata, divina, trasportata dai marosi della storia con i quali deve misurarsi ogni momento.

Le 15 canzoni le ho disposte secondo un crescendo di intensità spirituale. Ci sono canzoni che vanno dritto al cuore e altre che invitano a pensare, ma nessuna è banale seppur suonata solo con la chitarra.

“50 lune d’argento” me la sono dedicata per i miei 20 anni di Messa e i miei 50 dalla nascita. E’ il mio GRAZIE a Dio per la vita e per la vocazione al sacerdozio.

“Eccomi eccoci, siamo tuoi” vi è entrata nel CD per forza. L’estate scorsa (agosto 2014) il mio amico e sacerdote Toni Bergamo, di Lecce, responsabile pugliese dei Mnistranti e facente parte della commissione per l’evento di incontro europeo dei ministranti a Roma il 4 agosto 2015 col Papa, mi chiede se avevo una canzone che si rifacesse al versetto di Isaia “Eccomi, manda me”. L’avevo scritta forse nel 1997 e l’avevo accantonata. Ho riesumato un morto, ma che fa ancora bella figura. Vi ci racconto la storia della mia vocazione. Essendo stata scelta come inno della suddetta manifestazione, l’abbiamo arrangiata e messa nel CD. Ho avuto la possibilità di cantarla in Piazza San Pietro il 4 Agosto 2015, il Papa è arrivato dopo che l’avevo cantata…pazienza.

“Bella più bella” l’ho scritta nel 2002 e Niki me l’arrangiò e la cantai ad una manifestazione a San Giovanni Rotondo che andò anche in onda su radio Padre Pio. A Niki piaceva e per questo la inserì in un suo lavoro discografico. A distanza di più di dieci anni, l’ho ricantata e mi è piaciuta e l’ho voluta inserire nel CD. Nasce da quanto riferito dai veggenti di Medjugorje che alla domanda alla Mamma Celeste il perché era tanto bella, Ella rispose: “Sono bella perché amo”.

“Le stelle son tante” è una brevissima canzone, ma di un’intensità eccezionale. Chi non ha esultato davanti ad un tramonto? E chi, con un pò di luce nell’anima, non riferisce tale bellezza al Creatore? Solo chitarra e voce per dare al CD il senso di famiglia, di amicizia, di semplicità.

“Quando tornerò” è una canzone disarmante. E’ il tentativo di dare voce a Gesù e al suo dolore per una umanità che invece di avviarsi verso la luce, va verso gli inferi. Un rimprovero dolce, ma forte.

“Na careza e mamma”… non manca mai una canzone in napoletano. E’ la mia lingua madre e con essa esprimo i sentimenti più profondi. Nasce da una poesia di un mio amico sacerdote di Formia, don Vittorio, fondatore della Comunità Emmanuel dedicata alla sua mamma e che io ho cercato di trasformare in canzone.

“Infondo all’anima” da il titolo al CD, perché è la canzone che a me piace di più e dove do il massimo con la voce. Quando la canto mi esce l’anima dal cuore. Stavo leggendo i Quaderni del ’43 di Maria Valtorta e mi colpisce un episodio. Uno scienziato era andata a trovarla ma per dirle il suo disappunto su quello che vedeva e sentiva, anzi per dirle che era una millantatrice, una bugiarda perché Dio, secondo lui, non esiste e va via. Maria Valtorta si mette in preghiera e prega per la sua conversione, le appare Gesù e le dice: “VIENI”. La rapisce e in un’estasi la porta nel punto più alto della creazione da dove può vedere tutto il creato, tutte le stelle, come nascono, muoiono, o vengono lanciate nell’universo. Ci sono angeli che sono custodi di ogni astro e curano che essi facciano la volontà di Dio. Rimango esterrefatto da questo racconto e mi frulla nella testa finchè non nasce questa canzone in cui Maria è appunto, Maria Valtorta.

“Mare che lava” è esattamente al centro del Cd perchè è la nuova canzone dedicata alla Mamma Celeste sempre tratta da un episodio letto in uno scritto della Valtorta, nell’ “Evangelo come mi è stato rivelato”. Aglae, siracusana, prostituta da quando aveva 16 anni. Rapita da un romano saccente che le aveva promesso di farla diventare famosa nel mondo dell’arte della danza in realtà le fece trovare un mondo violento e materiale. Si ritrova a Gerusalemme durante la predicazione di Gesù in un luogo fuori mano chiamato “Acqua speciosa”. Attratta dallo sguardo puro di Gesù, lei che era abituata invece a vedere gli occhi vogliosi degli uomini, vuole capire chi è costui e fugge dal lupanare rischiando anche la vita. Un giorno ad “Acqua speciosa” non trova più Gesù che era dovuto scappare, e non potendo tornare dai romani né da Erode, decide di arrivare a piedi seguendo il Giordano, da Maria la Madre di Gesù. Vi giunge dopo giorni, bussa timorosa, ma Maria sente che deve aprire e lei le si butta ai piedi piangendo. Maria si siede ma lei rimane ai suoi piedi e sulle sue ginocchia piange lacrime amare del suo immenso dolore, di aver fatto soffrire e morire di dolore i suoi genitori. La Mamma Celeste ha un fremito e Aglae vorrebbe smettere di raccontare, ma Maria dice di continuare perchè Maria è: “Mare che lava”… Appena registrata la mandai a Papa Francesco il quale mi rispose con questa lettera…letteraPapaMareCheLAva

“Perché?” E’ un grido che si unisce al grido di Gesù Abbandonato. “Quale dolore può somigliarti – dico nella canzone – tutti i dolori miei”. Li ha presi in sé ed ora ha sete del nostro amore che può consistere nel donargli proprio le nostre difficoltà, i nostri dolori… E dopo “Mare che lava” sembra idonea a rimarcare che non c’è peccato, non c’è dolore che ci separi dall’Amore di Gesù.

“Perchè io lo so” E’ una canzone che ho ripescato per la terza volta. C’è una prima versione in “Attimi di cielo”, e qui aveva un arrangiamento rocchettare che non mi convinceva. Poi l’ho inserita in “Vegliando le stelle” solo con le chitarre e qui ha espresso il massimo. Ora la ripropongo nella versione che avrei sempre voluto ascoltare. Una bellissima canzone all’AMORE: “Io lo so che quest’AMORE, chiede tutto dalla vita, chiede il vuoto più totale, che fa male, perché  è AMORE”…

“Desideri infiniti” Nasce da una meditazione di San Vincenzo Pallotti. Mi fu data da una suora e mi colpì subito. Divenne canzone in brevissimo tempo. Anche la struttura della canzone si può dire “circolare” come l’AMORE Trinitario, che viene e che va… Una meditazione sull’AMORE TRINITARIO, che per comprenderlo bisogna viverlo, starci dentro…

“Mi hai amato” In Matteo 25 Gesù parla di un esame a cui ci sottoporrà e ci chiederà: “Mi hai amato?”… E noi dovremo rispondere non con un sì o con un no, ma con la nostra vita che ci verrà rivelata nella sua verità e crudezza…

“A Joy” E’ dedicata ad una ragazza di colore che andavamo a trovare sulla strada dove era costretta a prostituirsi. Quell’esperienza mi segnò profondamente e a lei dedicai questa canzone. La prostituzione esiste perché esistono dei consumatori di sesso, ossia dei mezzi uomini, anzi delle bestie che non sanno di far morire un’anima…

“Di qua” In essa non menziono esplicitamente, LO SPIRITO SANTO, ma a Lui è dedicata questa canzone perché è Lui il fiore che fa bello un giardino, l’acqua che ristora l’arsura, il fuoco che ravviva il cuore e l’anima…

“Uomo del 2023” Non mi chiedete perché 2023, è semplicemente per dire che incontrerò il Signore in questo nuovo millennio e sarà quando sarà. Prendo spunto dalla “tempesta sedata” e grido a Gesù di svegliarsi per calmare i marosi della storia e per darci la possibilità di salvarci. “Se ti svegli lo so, che si calmerà, questa scena di guerre si placherà si potrà scegliere come risorgere, uomo del 2023…”

 

50 lune d'argentoEccomi, eccoci, siamo tuoiBella più bellaLe stelle son tanteQuando torneròNa carezza e mammaIn fondo all'animaMare che lavaPerché?Perché io lo soMi hai amatoA JoyDi quaUomo del 2023

50 lune d’argento

Quanta sapienza c’è,

nel grigio del mio capo?

Cinquanta lune d’argento,

non tutte piene di fiori:

alternanza di gioie e dolori.

 

Quanta speranza c’è,

nel lustro di una vita?

Mi sembra di aver vissuto,

cinquanta primavere

in un attimo d’amore, di eternità.

 

Cinquanta strade, ma ne ho percorsa una,

verso la vita piena.

Cinquanta ponti crollati dietro a me.

Spinto in avanti sempre.

Tra mille sorprese:

una danza di luci e colori,

in Dio Amore, in Dio Amore,

in Dio Amore, In Dio Amore…       Uh uh

 

Quant’altra strada da fare,

e quanto grigio ancora:

salite e poi discese.

Ma Cinquanta sono ora,

e ringrazio Dio per questa vita sempre nuova.

 

Eccomi, eccoci, siamo tuoi

Mi passasti accanto

lungo la riva di quel lago spento:

la vita mia senza sorprese,

neanche la voglia di morire, di capire.

 

Mi strappasti a pensieri cattivi,

al vivere insano e senza mete,

ma ora che ho trovato il senso della vita,

perché ho creduto al tuo amore…

 

Eccomi! Manda me…

Ecco mi manda, manda me.

 

per quell’annuncio: assurda novità,

rivoluzione senza precedenti.

La vita mia cambiò in vita nuova.

E c’è ancora la voglia di morire ma per Te.

 

Mi chiamasti perché fossi tuo

e in Te scoprire l’altra gente.

Ed ora che ho trovato Te in ogni fratello

perché ho creduto al tuo amore…

 

Eccomi! Manda me…

Ecco mi manda, manda me

 

a dire ad ogni uomo sotto al cielo,

che c’è un Dio che ci ama e ci sostiene

nel duro del cammino tra le nuvole.

Pellegrino diventai verso l’Eternità.

 

Fin dall’inizio non son stato solo

insieme ad altri, passi svelti:

gente assetata, assetata come me,

che davvero ha creduto all’amore…

 

 

Eccoci! Manda noi…

Ecco ci manda, manda noi

 

a far capire a tanti, anche se stanchi,

che la vita è un dono da scoprire:

un Dio che muore per far vivere;

dall’alto di una Croce: Resurrezione.

 

E con Maria Madre dell’Amore,

nell’imitarla un’altra via,

che porta al centro, al centro della Vita

chi ha creduto all’Amore…

 

Eccoci! Siamo tuoi…

Ecco ci siamo, siamo tuoi.


Bella più bella

Quante parole non ho

Per dirti quello che vorrei.

Quale mistero tu sei?

Chiaro negli occhi suoi,

velato in quelli miei… vorrei.

 

Quante parole non ho

per darti quello che c’è in me.

Quale mistero d’amore tu sei?

Chiaro negli occhi suoi,

velato in quelli miei… vorrei e saprei…

 

dirti che sei bella, più bella, perché ami.

Saperti esistere per me è poter vivere.

Dirti che sei bella, più bella perché credi.

Il Cielo in te s’è fatto vita anche per me.

Ora so che se ci sei,

sono bello anch’io, in te.

 

Quante parole ora ho,

se la Parola vive in me.

Anch’io mistero d’amore sarò,

chiaro negli occhi tuoi,

e chiaro negli occhi suoi. Saprei e vorrei…

 

dirti che sei bella, più bella, perché ami.

Saperti esistere per me è poter vivere.

Dirti che sei bella, più bella perché credi.

Il Cielo in te s’è fatto vita anche per me.

Ora so che se ci sei,

sono bello anch’io, in te, Maria.

Le stelle son tante

Come potrei descrivere

un attimo lì con Te.

 

Vedo e non vedo, la strada che c’è

che mi conduce a Te.

 

M’invento un tramonto

coi colori che cantano

e la luna che salirà

e le stelle son tante perché…

sei accanto a me…

Quando tornerò

 

Quale Dio mi dai,

tu che non vivi?

Dici d’essere amore,

ma non lo dai;

dici d’essere dare,

ma non lo sei.

 

Quale Chiesa mi dai,

credente del 2000,

ricca, fiacca, ventosa,

né madre e né sposa.

Quale Chiesa mi dai,

quale chiesa mi dai?

 

 

Quando tornerò ci sarà più fede,

quando tornerò ci sarà chi muore

per l’onestà o per la verità

o per invidia, per avidità:

è una vecchia e nuova povertà

di questa mia umanità…

 

Quale volto mi dai,

tu che non vivi?

Troppo tempo allo specchio

senza guardarti in faccia,

nello scheletro un buco,

niente amore che batte.

 

Quale mondo mi dai,

qual domani distratto,

distrutto già sono

dai tuoi tiepidi passi.

Accendi una luce su quel lucernario

o morirai ubriaco del tuo stesso misfatto.

 

Quando tornerò ci sarà più fede,

quando tornerò ci sarà chi ama

l’onestà, la verità

o quel potere di Satana:

è una vecchia e nuova povertà

di questa mia umanità…

che se mi ama risorgerà…

Na carezza e mamma

 

Ce so jurne, pare notte e o fridde scenn arinde e for…

soffre l’anima e stu cor.

Me manca tanta na parola nova.

A desidero comme all’aria,

na carezza e mamma mia,

na carezza, pace e Dio.

 

Ce so juorne, pare vierne, e o fridde scenne cupo, cupo

sulo stong miezo a gent,

e chi me chiamma nun o sent.

A desidero comm a luce,

na carezza e mamma mia,

na carezza, pace e Dio.

 

Nun ce sta, ma a sent ancora,

mente me calma sta paura

e chesta vita che gira e gira

e te fa viecchie nda na sera scura…

 

Nun ce sta ,ma a vec ancora,

scenn chian ncoppa a faccia,

leve e lacrime e sta vita,

che s’accuntent e na carezza… e mamma mia.

 

Ce so jurne pare estate, e ritorna a primavera

‘O Cielo arinde se rischiara,

ropp lacrime e ricordi,

aria e luce purificat

a na carezza e mamma mia,

na carezza, pace e Dio.

 

Nun ce sta, ma a sent ancora,

mente me calma sta paura

e chesta vita che gira e gira

e te fa viecchie nda na sera scura…

 

            Nun ce sta ,ma a vec ancora,

scenn chian ncoppa a faccia,

leve e lacrime e sta vita,

che s’accuntent e na carezza… e mamma mia.

In fondo all’anima

 

Ma guarda che cielo!

Mutevole, con quelle nuvole…

Bianche e nere, sole e sale

la malinconia, nostalgia di Te.

 

In fondo all’anima,

Cielo di Dio, senza nuvole,

Grazia che irrora e placa,

la malinconia, nostalgia di Te.

 

Ti vedo dentro ai cuori dei tuoi Santi.

Vorrei anch’io esserne un riflesso.

Ma quanta povertà, quanto miseria,

ancora mi trattengono…

 

Ma guarda che cielo!

Da lì tutte le stelle, sono vive,

le hai viste nel finito dell’empireo,

angeli che muovono le leggi

 

Rapita dal Creatore in un baleno,

in un punto dove tutto è colpo d’occhio

Maria, sei speciale per davvero,

Hai visto l’impossibile di Dio…

 

Ed io ho potuto un poco immaginare,

le vette a cui ha portato il tuo dolore.

Inadeguato a compiere lo stesso

sotto i colpi bassi del nemico

Vorrei volare in alto, ma con Te…

Vorrei capirti al volo, ma non so,

perché tutto è difficile quaggiù?

 

Vorrei volare libero, da me…

Vorrei scoprirti semplice, ma lì

                      

 

In fondo all’anima…

 

Ma guarda che cielo!

Da lì tutte le stelle, sono vive,

Sono i Santi che splendono d’Amore

del Noi divino, Trino ed Uno Amore.

 

Ti vedo dentro ai cuori dei tuoi Santi.

Vorrei anch’io esserne un riflesso.

Provarci, almeno a brillare dell’Amore,

di quell’Amore Eterno, senza fine…

 

Vorrei volare in alto, ma con Te…

Vorrei capirti al volo, ma non so,

perché tutto è difficile quaggiù?

Vorrei volare libero, da me…

Vorrei scoprirti semplice, ma lì

in fondo all’anima…

Vorrei volare in alto, ma con Te…

Vorrei capirti al volo, ma non so,

perché tutto è difficile quaggiù?

Vorrei volare libero, da me…

Vorrei scoprirti semplice, ma lì

in fondo all’anima…

Mare che lava

 

“Mare che lava”, Maria,

dimentica di sé, Maria,

piena di eterno amore vivo,

che rinnova, Maria

 

Mare che infrange, Maria,

le sue onde di tenero amore, Maria.

Accoglie ogni dolore e ferita,

cura, accarezza e porta a Lui…

Speranza nostra Madre e Regina

con Lei è Paradiso.

 

“Stella del mare”, Maria,

ancora, approdo sicuro, Maria,

Infaticabile aurora, acqua preziosa, speciosa.

Speranza degli ultimi abbandonati, nei laghi di dolore…

 

Maria, un raggio di sole.

Maria, un raggio di luna,

nei mattini bui e nei tramonti stanchi di questa vita

dura… Na na na               Na   na   na

 

Luce per grazia, Maria,

specchio del Cielo, Maria,

dell’Uno e Trino Amore, gravida,

Speranza dell’umano patire,

che anela al Paradiso…

 

Maria, un raggio di sole.

Maria, un raggio di luna,

nei mattini bui e nei tramonti stanchi

di questa vita dura…

Perché?

Chiuso come dentro a un guscio

duro il mio io a morire.

Guerra da laggiù.

Non riesco a venir su.

Torre di Babele cielo

che mi pesa e tu… Abbandonato

 

Vorrei fuggire per non dover dir di sì.

Quasi sconfitto innalzerò

il mio grido al tuo:

“Perché mi hai abbandonato?”…

 

Quale dolore può somigliarti:

tutti i dolori miei.

Eccomi son tuo.

Prendimi con Te.

Cancella quella sete

che hai di me… Abbandonato.

Perché io lo so

 

Io lo so che questo è amore:
se non vivo più per me.
Spengo il cuore ai desideri,
per far posto solo a Te.

Io lo so che quest’amore,
chiede che sia tutto in Te.
E’ un morire per amore,
in ogni istante, qui, per Te.

E’ stringerti di più tra il cuore e l’anima.
Nuda croce che è un”perché”
senza risposta.
Ed è stringerti di più tra il cuore e l’essere,
mentre brucio per amore tutto il “sé”.

Perché io, lo so e più non so.
Io lo so e più non so, quanto ti amo.
Vorrei dirtelo così:
senza parole, senza parole, senza parole,
solo per amore,
senza parole, senza parole, senza parole,
solo per amore.

Io lo so, ma più non so…
E vorrei esserti vivo.
Quante volte è più dolore,
non sentirti vivo, qui.

Io lo so che quest’amore,
chiede tutto dalla vita,
chiede il vuoto più totale,
che fa male, perché è amore.

E’ stringerti di più tra il cuore e l’anima.
Nuda croce che è un”perché”
senza risposta.
Ed è stringerti di più tra il cuore e l’essere,
mentre brucio per amore tutto il “sé”.

Perché io, lo so e più non so.
Io lo so e più non so, quanto ti amo.
Vorrei dirtelo così:
senza parole, senza parole, senza parole,
solo per amore,
senza parole, senza parole, senza parole, solo per amore

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Desideri infiniti

 

Dilata il cuore mio, amore infinito.

Dimora dentro me, amore mio.

Dall’anima mia, spazza via,

tutto quello che non è Te.

 

Opera, guidami, agisci in me

Amarti, conoscerti è Vita-Vera

Abbandonarmi in Te, per esserTi

Riavermi in Te, Amore infinito.

 

Più Ti amo, e più son nulla d’amore,

Vera Sapienza è amarti

Chi non ti gode qui, non potrà di là…

Pienezza di Vita, amore-amore, mio.

 

Nell’Uno e Trino Amore,

agape…misericordia,

viene e va, dentro e fuori,

pericoresi… kenosi infinita…Croce,

dono di sé eterno Amore.

 

Se ci stai dentro sai e non da fuori

Entra e capirai, chi è l’AMORE.

Se ci stai dentro sai e non da fuori

Entra e capirai, vedrai l’AMORE.

 

Non dire mai, che tu non puoi,

è misericordia pura che innalza già,

dal fango della storia, per vette da vertigini…

per cuori impavidi, senza barriere…

 

Ci attira già, nel noi divino,

ci fonde già, nell’Uno e Trino,

infinito, indicibile, perdersi è ritrovarsi in Dio.

 

Dilata il cuore mio all’ infinito

incatenato a me, amore mio

nell’anima mia Tu prigioniero

profondità d’amore in cui mi perdo

 

Nell’Uno e Trino Amore,

agape…misericordia,

viene e va, dentro e fuori,

pericoresi… kenosi infinita…Croce,

dono di sé eterno Amore.

Mi hai amato

 

Il tempo passa e va, verso l’Eternità.

Dio c’incontrerà e sarà gioia o dolore.

 

Il tempo passa e va, inesorabile.

Meglio prepararsi e vivere per incontrare Dio.

 

E lì ci chiederà: “Avevo fame e sete,

ero nudo, carcerato, immigrato, clandestino… e tu…

 

Rit. Se mi hai amato, se mi hai amato

non potrai scappare,

vedrai la tua verità

se hai amato o no,

e sarà buio o nebbia, luce infinita

se mi hai amato o no, se mi hai amato o no….

 

Beati noi se amiamo figli del Padre siamo

e troveremo, capiremo che la vita quaggiù è solo un attimo.

 

E lì ci chiederà: “Avevo fame e sete,

ero nudo, carcerato, immigrato, clandestino… e tu…

Rit.

A Joy

 

Come la notte scura è nera la tua pelle

e mentre i tuoi capelli ridono con te

ripenso al tuo dolore che non ha più sapore.

 

Da tanti giorni ormai dividi con le stelle

e uomini di stagno quell’angolo di strada,

ci siamo a volte noi a darti una speranza.

 

Vorremmo dire al mondo la tua infelicità,

il grido che ti è dentro e che nessuno sa.

Vorremmo dire a tanti che quella schiavitù

di sesso sulle strade non la fomenti tu,

ma ogni uomo a metà, uomo che non è,

disumano, animale, che consuma e non sa,

che fa planare un angelo.

 

In questa notte scura vorremmo nascesse un’alba,

che illumini il tuo viso e tutta la tua vita,

cancellasse il male, che ora è nei tuoi occhi.

 

Vorremmo dire al mondo la tua infelicità,

il grido che ti è dentro e che nessuno sa.

Vorremmo dire a tanti che quella schiavitù

di sesso sulle strade non la fomenti tu,

 

ma ogni uomo a metà, uomo che non è,

disumano, animale, che consuma e non sa,

che fa morire un angelo.                                         (Solista)

 

Vorremmo dire al mondo la tua infelicità,

il grido che ti è dentro e che nessuno sa.

Vorremmo dire a tanti che quella schiavitù

di sesso sulle strade non la fomenti tu

 

ma ogni uomo a metà, uomo che non è,

disumano, animale, che consuma e non sa,

che fa planare un angelo.

 

Uomo a metà, uomo che non sei,

disumano, animale, tu consumi e non sai,

che fai morire un angelo.

Di qua

 

Quante volte son passato di qua.

In quest’angolo buio, dove niente ha più senso

E il coraggio mi manca e la fede è un barlume nel vento.

 

Quante volte son passato di qua,

in quest’ansa nel tempo, dove il cielo è una nuvola

e il sorriso di un bimbo, presagio di belle giornate.

 

E poi ci sei Tu, con me,

come fiore che fa bello un giardino,

come acqua che ristora l’arsura,

come fuoco che ravviva il mio cuore e l’anima.

 

Quante volte son passato di qua.

Ci son passi da fare per crescere e amare,

migliorare il cammino, a volte in salita e si sale..

Uomo del 2023

 

Su quella nave

sbattuta dal tempo,

col nero che c’è

non si vede una stella.

 

Su e giù, le onde,

come montagne.

Il fondo, in fondo,

è solo più in là…

 

Mi butto giù

da questo relitto

o sveglierò quel tizio,

che dorme lassù!?

 

Se mi butto dove mi troverò?

Nel cortile dell’inferno

o davanti al Re?

Ma se non mi butto

Ti sveglierò, Ti sveglierò, Ti sveglierò.

 

Se mi butto quale squalo m’inghiottirà?

O di quale ipocrisia mi rivestirò?

Non mi butterò – Ti sveglierò –

Voglio risorgere – esistere –

 

uomo del 2023, uomo del 2023.

 

Su quella nave

sbattuta dal niente

ci sei anche Tu,

che dormi tranquillo.

 

 

E’ vero che non ho

più un briciolo di fede

per questo ho bisogno

che mi svegli e ti svegli…

 

 

Ti butto giù.

T’inquieto, ti scuoto.

Ti strazierò

con i miei occhi ti urlerò.

 

Se mi butto

dove mi troverò?

Nel cortile dell’inferno

o davanti al Re?

Ma se non mi butto

Ti sveglierò, Ti sveglierò, Ti sveglierò.

Se mi butto

quale squalo m’inghiottirà?

O di quale ipocrisia

mi rivestirò?

 

Non mi butterò – Ti sveglierò –

Voglio risorgere – esistere –

uomo del 2023,

uomo del 2023.

 

 

Se Ti svegli,

lo so, che si calmerà,

questa scena

di guerre si placherà

 

Si potrà scegliere – convincere –

riguardo al come – risorgere –

uomo del 2023…

Niki Saggiomo, ancora una volta si è superato nel vestirle con degli arrangiamenti davvero belli e che rimarranno a fare la mia storia musicale, canora, creativa.

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Updated: 25 novembre 2015 — 17:52

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