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Una canzone per dare Dio...

Corrispondenza con Eugenio Finardi – La vera spiritualità

Mia e_mail ad Eugenio Finardi e sua risposta

16Sono un tuo fan di vecchia data ma solo ultimamente ti sto scoprendo come uno di quei cantautori che davvero sono stati fedeli a se stessi,
a quanto credevano. L’articolo uscito su Avvenire del primo maggio, mi ha spinto a scriverti.
L’ho letto dal sito però, non dal giornale. Pur essendo sacerdote certe linee editoriali non le posso condividere. Mi sto laureando in scienze delle comunicazioni sociali e la tesi la sto scivendo proprio sulla canzone d’autore italiana, che per l’appunto si sta arenando tra le maglie della canzone tou court.
Certamente comprerò il tuo ultimo cd proprio perché nasce anche dal tuo desiderio di esserci e di comunicare.
Il fatto che tu abbia speso del tuo lo valorizza enormemente. Daltronde liberi da orpelli multinazionali,
si è capaci di comunicare davvero l’anima” fosse anche Blues. Anch’io nel mio piccolo mi autoproduco e vorrei farti dono del mio ultimo CD. Penserai certamente che essendo prete, si tratterebbe di canzoni liturgiche e litaniche, in realtà sono canzoni, vorrei poter dire, d’autore, ma questo lo potresti dire solo tu ascoltandole, se hai tempo e se metti da parte per un attimo, l’anticlericalismo (a parte il fatto che pure io sono allergico al clericalismo) che caratterizzava tutti i cantautori di prima generazione.
Avrei bisogno del tuo indirizzo o di un indirizzo dove spedirlo…
Grazie ancora, se mi risponderai o non…
don MIMMO


Caro Mimmo, io non sono affatto anticlericale, anzi devo confessarti che alcuni tra i miei fan più dialettici ci sono dei tuoi colleghi. Credo che per essfinardiere anticlericali, o clericali, si debba essere innazitutto di educazione cattolica, mentre quel poco di educazione religiosa che i miei genitori (entrambi non credenti) mi hanno dato è stata protestante… Io sono assolutamente Ateo: mi sembra evidente che, con ciò che sappiamo ormai dell’universo e delle sue infinite meraviglie e soprattutto della sua vastità, proporre un Creatore che poi si occupi anche delle nostre abitudini alimentari o sessuali, fà sorridere. Ma la Spiritualità è un’altra cosa. E’ la ricerca della Verità, sempre e comunque, che ha portato scimmie così fragili al miracolo di capire l’Universo. Amore e Spiritualità sono i più grandi motivatori dell’Uomo. Ma sono sue creazioni! Sta all’Uomo alimentarle e Lui stesso ne deve essere responsabile quando impazziscono. La vera spiritualità non può essere che atea. E la Fede che per millenni è stata l’unica speranza, l’unica salvezza per un uomo impotente ed indifeso, con le conoscenze attuali diventa un’illusione. Si può dire che se la verità può solo essere faticosamente conosciuta un brandello per volta, filtrata dal dubbio e dalle verifiche, la fede assolutista non può che essere un ostacolo alla sua conoscenza. Credo che al giorno d’oggi il metodo della Fede in una Verità Rivelata sia il Peccato Originale da cui l’Umanità si deve liberare in questo momento del suo sviluppo.

Con affetto, EF


15Grazie per la risposta. Condivido tutto. Soprattutto quando dici che la spiritualità non può essere che atea. Davvero posso dire che credo in Dio che diventa ateo per amore nostro. Gesù sulla croce, quando ha gridato “Dio mio perché mi hai abbandonato” è stato ateo per davvero. Non sentiva più il contatto col Padre. E si è fatto ateo per avvicinarsi a questa umanità che si allontana da se stessa quando non riconosce in sé i segni dell’umano. Leggendo la vita di De Andrè, mi rendo conto di quanto anche lui sia stato alla ricerca dell’umanità, tante volta tradita dall’indifferenza, dai pregiudizi e a quale spiritualità è arrivato? A credere in un Dio che non può non essere “al di sopra delle parti”. Grande De Andrè. E’ una lezione per me perché anch’io non posso credere in un Dio squadrato, di parte, che non sia tollerante, che non sia amore.
Grazie per la tua risposta.

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Updated: 16 luglio 2014 — 13:02

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