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Un cielo c'è
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Quanta vita ancora c’è
da far rivivere,
che grida dalle strade
e dai telegiornali.
Sono l’aperitivo
ed anche il digestivo
del pranzo di Natale
di questa civiltà.
Mi vien da digiunare e poi
partire per andare ad asciugare
almeno qualche lacrima.

Quanta storia ancora c’è
da far cambiare rotta,
alla deriva troppo spesso
tra le pubblicità.
Ogni giorno spacca il cuore
una violenza nuova.
Caino ha gli occhi bassi
non vuol guardare in alto.
E tutto si ripete ormai
ma c’è chi l’ ha spezzata
questa storia e si aprirà...

Un Cielo c’è che ci ha amati
e ci riama ed è per noi
che si è fatto
tenero bambino,
figlio dell’umanità.
E d’ora in poi
tutte le storie che ci sfiorano
hanno un volto nuovo quello Suo.


Quanto perdono c’è
da offrire a piene mani,
che chiuda quelle buche
e tutte le ferite.
Ogni giorno fredda il cuore
un conflitto nuovo.
Dall’Africa al Giappone
ogni guerra è non Amore.
Quanti popoli ci chiamano,
richiamano quel volto
di quel Dio: Amore.

Quanta gente ancora c’è
che aspetta te e me
al battito del tempo, agli angoli del mondo. Dal freddo di una grotta
al caldo di Calcutta
sei sempre Tu che aspetti
questa civiltà.
Son tanti ormai a crederci
che tutto si può fare
insieme a Te (te): miracoli.

Un Cielo c’è che ci ha amati
e ci riama ed è per noi
che si è fatto
tenero bambino,
figlio dell’umanità.
E d’ora in poi
tutte le storie che ci sfiorano
hanno un volto nuovo quello Suo.





Con questa canzone nel 1997 vinsi l'ANKON FESTIVAL,
come miglior testo e migliore interpretazione.
In Giuria c'erano i migliori parolieri del momento,
compreso MOGOL. Alex BRITTI
che allora era uno sconosciuto, mi accompagnò sul palco,
aveva da poco partecipato al Sanremo giovani, da dove era stato escluso.
Sicuramente lui non se lo ricorderà, ma io si,
gli feci i migliori auguri che di lì a poco sarebbe stato famoso,
perchè la sua canzone mi piacque davvero molto.
Di lì a poco divenne il tormentone dell'estate 1998.
Pensavo che con quella vittoria avrei ricevuto
qualche proposta discografica allettante,
visto che c'erano anche dei discografici, in realtà mi diedero
una coppa, un piatto d'argento, un cesto natalizio e un milione di lire.
La stretta di mano di Mogol, che purtroppo non immortalai,
e i suoi complimenti riguardo alla canzone
che gli sembrava la più originale, la più coerente
e quella meglio interpretata. Scusate se è poco,
ma si vede che una cosa è il giudizio di Mogol
ed un altro è l'andazzo della discografia tou cour...