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Oltre il tempo
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Camminavo per la mia strada
quando a un tratto me ne sono andato
coi pensieri, navigando a sprazzi,
un cielo nuvoloso.

Camminando per la stessa strada
mi si disse: «Resta ancora a casa»,
ma cambiai il ritmo alle parole
del cielo nuvoloso.

E m’affacciai per dire: «Ciao!
Ci rivedremo forse mai».
A denti stretti salutai
in un addio improvviso.

E m’affacciai per dire: «Ciao!».
Un altro mondo v’incontrai
in una luce intensa dove il cielo è vivo,
come il cielo estivo,
come il cielo estivo,
come il cielo…estivo…

Camminavo per la stessa strada,
l’asfalto lungo un viale albeggiato
da tanti sogni, alcuni avverati
e un cielo senza fine.

Camminando per la mia strada
mi si disse: «E’ ora di partire»,
ma cambiai il tono alle parole
del cielo senza fine.

E allora mi fermai così
raccogliendo il mio respiro,
nell’ultimo minuto
prima di partire.
E poi me ne andai così
con in cuore solo un sogno,
d’incontrare il senso della vita mia,
che va oltre il tempo.
… che va oltre il tempo,
che va oltre il tempo,
che va oltre il tempo.




Sono molto affezionato a questa canzone
perché ha tradotto il mio “farmi prossimo”
a uno dei più cari miei collaboratori,
quando era ammalato tanto gravemente da essere in pericolo di vita.
Volevo, con questa canzone fargli capire
che c’è un “oltre” nel quale sperare e
che può dare senso anche alle sofferenze.
“E allora me ne andai così con in cuore solo un sogno,
d’incontrare il senso della vita mia, che va oltre il tempo”.

Il pianoforte Rhodes e le chitarre fanno diventare
questa bossanova molto originale.
I particolari intrecci armonici la rendono accattivante.