| Coi pellegrini verso Santiago De Compostela...dal 3 al 12 luglio 2006 |
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Ecco i protagonisti della storia
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Cristina, affermata giornalista-pubblicista |
Don Marius, dottorando in Comunicazione |
Don Mimmo, fresco laureato in Scienze delle comunicazioni |
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Cristina, don Mariusz e il sottoscritto,
affronteranno questa avventura, senza temere gli inevitabili imprevisti
che già nei preparativi non sono mancati... che dite mi faranno
partire? Mi hanno sbagliato la prenotazione del biglietto aereo, che ci
dovrebbe portare nella città più vicina allo "start"
del pellegrinaggio... domani telefoniamo alla compagnia e vedremo... |
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Ci hanno già detto quasi tutto... che è bello,
ma che è faticoso, che bisogna stare il più leggeri possibile, senza portarsi
il vestito per le cerimonie. Bisogna procurarsi il libretto con i timbri
delle associazioni dei pellegrini (se la vede Cristina), bisogna munirsi
di aspirine, integratori, borraccia termica, creme per le scottature,
sprai per le punture eventuale Bentelan, bimixin o simile ecc...Bisognerà
pure fidarsi di Dio, sennò che pellegrinaggio è? |
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Arriveremo, arriveremo...speriamo.
Ce la metteremo tutta. Qualcuno di noi spera anche di dimagrire un pò...Mi
hanno detto però che la fatica fa aumentare la fame e forse ritorneremo
più tondetti. |
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Partiremo da Ferrol e di là ci faranno compagnia
la strada, altri pellegrini e chissà... Certamente avremo al nostro fianco
il pellegrino per eccellenza, che cercheremo di temere presente in mezzo
a noi con tutte le nostre forze. |
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Arriveremo, e portetremo a Santiago,
la nostra conchiglia (che non ha niente a che vedere con quella della
multinazionale del carburante) |
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Munirsi della CHARTA
PEREGRINI |
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Un'esperienza bellissima. Siamo tornati stanchi ma contenti... |
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| Siamo partiti il giorno 3 alle ore 11 da Ciampino per Sandander. Arrivo alle 14. Autobus per il centro e poi treno per Palencia per la coincidenza per Ferrol... La coincidenza era llae 01.05. Il treno è arrivato con due ore di ritardo. Ci siamo spazientiti. Si osservava sul pavimento della stazione la danza degli scarafaggi. Spettacolo orrendo. Il ritardo però è andato a nostro vantaggio perché abbiamo chiesto il rimborso che ci è stato riconosciuto al 100%. | ![]() |
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![]() Arrivo a Ferrol alle 11 del 4 luglio. 24 ore per arrivarci. Si va al comune di Ferrol ci facciamo mettere il primo timbro e si va allo START... Per strada incontriamo dei paesani di Avellino. Dallo START in poi si va alla ricerca delle conche (conchiglie) o delle frecce gialle... |
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| La prima meta è a 18 Km. Il paese si chiama NEDA. La periferia di Ferrol non è bella. Si dipana tra fabbriche e capannoni. Al grande magazzino della Decathlon compriamo gli impermeabili. Avrei potuto cambiare il mio borsone ma non l'ho fatto e me ne sono pentito amaramente... Arriviamo a Neda dopo aver percorso un lungomare insolito. Infatti la marea si porta via il mare e restano desolazione e alghe in putrefazione... Al rifugio-ostello incontriamo Alejandro. Un ragazzo che gira la Galizia in bici. Alla ricerca di una verità tutta sua. Ha con sé scritti buddisti scaricati da internet. Laureato in economia studia giapponese da autodidatta. Lo invitiamo alla Messa, ma alla comunione non sente di potersi accostare all'Eucarestia. Il Vangelo descriveva la tempesta sedata. Ho potuto spiegare insieme a Cristina che c'è differenza tra illusione e speranza. Abbiamo pregato per Alejandro affinché il Signore gli chiarisse l'anima. Il giorno 5 siamo partiti da Neda con la pioggia, di buon mattino, dopo aver celebrato la Messa. | ![]() |
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| La salita per Fene è terribile. Arrivati alla sommità della collina, bisognava solo ridiscenderla, ma delle frecce ci mandano tra i boschi. Ci ritroviamo in un'altra valle. Chiediamo. Abbiamo sbagliato strada. Risaliamo la collina con fatica ma invece di arrivare al posto dove avevo intuito che bisognava ridiscendere, i miei amici di viaggio vogliono ripercorrere di nuovo la strada del bosco per riuscire a ritrovare qualche segnale. Si sale, si sale tra una natura a volte violenta, col profumo degli eucalipti e della pioggia che rende tutto più difficile. Sono le 14 ma ancora non usciamo dal bosco. Finalmente intravvediamo una casa di pastori. Chiediamo informazioni. Il verdetto era immaginabile. Siamo lontani dal cammino. Non ritorniamo indietro. Menomale. Prendiamo una strada asfaltata per raggiugere FENE. Sono le 17. Dopo averci rinfresccati al bar si riprende il cammino. Saremmo dovuti arrivare a Migno, ma ci siamo fermati a Cabagna. E' stata l'unica volta che ci siamo fermati in un albergo che dava sulla bellissima spiaggia atlantica. Di sera al ristorante abbiamo conosciuto Daniel, che aveva studiato italiano. Ci rinfocilliamo tra Zuppa di pesce e ostriche ricoperte di cipolle... | ![]() |
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Il 6 luglio partiamo da CABAGNA con tranquilità. Prevediamo di arrivare a Migno in serata. Si attraversa il ponte di Eume e si arriva a Pontedeume dove ci mettono il timbro. Per attraversare il paese bisogna arrampicarsi per la salita a 80% di pendenza. Arriviamo A Migno e la signora della libreria Pereira informa la protezione civile. Gentilissimi ci aprono il rifugio ci timbrano le credenziali e vanno via dopo averci informati che alla nostra prossima meta, Betanzos, si svolge una bellissima festa con costumi e usanze medievali. | ||||
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Siamo soli nell'ostello di MIGNO da cui si vede il mare che si è ritirato per la marea. Nella mia gavetta scoutiana cuciniamo pasta al sugo con profumi di erbe raccolte da Cristina lungo il cammino. Essendo piccola la gavetta abbiamo lessato la pasta in più riprese. Insomma ne è venuto un piatto del genere "a quello che ne viene viene". Il cammino insegna anche questo. Tutto è buono anche la scatoletta della simmenthal che in altre occasioni avresti evitato anche di sentirne l'odore da lontano. | ![]() |
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| Il 7 luglio si parte per raggiungere Betanzos e la famosa "feira". Si dormirà nella polisportiva. A sera rientrando dopo la visita alla feira e agli stand della SIDRA e, dopo aver assistito allo spettacolo dei saltimbanchi vestiti rigorosamente con abiti medievali, abbiamo avuto la sorpresa di essere in compagnia di un pellegrino che ha messo tanta ansia alla nostra Cristina. La feira ci ha presi e se non era per Mariusz che è stato molto provvidente per noi, saremmo rimasti senza cibo in mezzo al bosco. Salamino, formaggini, ma ahimè senza pane. | ![]() |
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| Siamo partiti l'8 di luglio come fuggiaschi. Alle 5.45 Cristina si sveglia e ci esorta a partire. Non voleva restare chiusa dentro alla palestra fino alle 9. Alle 6 infatti era previsto che venissero le signore della pulizia e che ci avrebbero potuto fare uscire. Si riparte di buonora. Si fa colazione, ma il pane è impossibile reperirlo. E pensare che ieri c'erano tanti stands con prodotti tipici ed anche ogni forma di pane. L'8 e il 9 luglio saranno le giornate più dure del cammino. Bisogna raggiungere per forza BRUMA che si trova a 27 Km. Le colline scalate e discese non si contano più, come pure gli incontri insoliti. Il più caratteristico è stato con una mandria di mucche che avevano una fune che teneva legate un corno e una gamba, sicché le povere bestie non riuscivano a camminare bene. Una di queste quasi protestava e veniva infuriata verso di noi. Mi sono spaventato parecchio mentre Cristina voleva rimproverare il contadino per il dolore che affliggeva alle bestie... Per convincerli a ripartire ho dovuto insistere un pò. Mi ha preso l'ansia dell'arrivo e così ho innescato il turbo ai piedi. Il povero Mariusz e Cristina sono arrivati a Bruma a brandelli. Ci siamo arrivati prima che facesse notte dopo circa 12 ore di cammino. Ci sono altri tre pellegrini che sembrano già conoscere come funziona tutto. Prenotano per telefono la cena. Ne approfittiamo pure noi ordiniamo qualcosa. Faccio il bucato e stendo tutto col filo e le mollette che mi ero portato. Celebriamo Messa invitando anche gli altri, ma questi ci dicono che "non sono pellegrini da Messa" Che significherà? Esiste un pellegrinaggio laico? O una religiosità da supermercato? Ci rimaniamo male e Cristina spara critiche su questo tipo di spiritualità. Ha ragione, ma che possiamo farci? Cerchiamo almeno di dare testimonianza. | ![]() ![]() |
Il 9 luglio si parte in mattinata dopo aver
celebrato Messa. La meta è Sigueira. Mancano solo 50 km all'arrivo.
Ci avevano detto che dopo Bruma sarebbero finite le scalate, in realtà,
anche se meno ripide c'è ancora da salire e poi riscendere. Partendo
da Bruma dimentico il mio marsupio sotto al cuscino dove l'avevo nascosto
per paura di eventuali intrusi. Avevamo percorso già 2 o tre Km.
Mi si illumina la mente. Devo tornare indietro. Altro che 27, i miei e quelli
di Mariusz diventarono 31 km. Si può immaginare come arrivammo a Sigueira.
Durante il percorso incontrammo un signore che parlava italiano che ci segnalò
una buonissima sorgente e ci disse che mancavano 10 km ancora all'arrivo.
Come il sole calava l'ansia mi prendeva e il passo aumentava con gli improperi
di Cristina e Mariusz. A sera dopo esserci lavati nella palestra del paese
andiamo al ristorante indicatoci da Cosè della protezione civile. Lì vediamo
la partita dell'Italia e in diretta esultiamo per la vittoria della coppa
del mondo. Un episodio curioso diventa la favola del giorno. La sera prima accanto ai miei calzini scopro un tanga (mutanda femminile molto sexy). Quando la mattina prendamo le nostre cose ho pensato che fosse di Cristina e così con tutte le mollette e l'armamentario ripongo tutto in una busta. Col sole avrei tirato fuori il tutto. Alla sosta stendiamo sul filo le molte cose ancora bagnate per asciugarle. Celebriamo la Messa sul prato, faccialmo il pranzo, ci riposamo un pò. Vedo che tutto è asciutto e incomincio a togliere le mie cose e lascio il tanga. Vedendo che Cristina non lo ritirava le ho detto: "Cristina perché non ti prendi questa mutanda?". e lei: "Io pensavo fosse tua. Le uniche mutande che ho sono quelle usa e getta". Se non era mio e non era di Cristina di chi poteva essere? Non certo di Mariusz viste le dimensioni. L'arcano viene svelato allorquando incontriamo di nuovo gli spagnoli. La Signora aveva poggiato il suo tanga sulla mia cruccia e se l'era dimeticato. Intanto mi sono scusato con lei percé il povero tanga era rimasto per strada. |
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| Il giorno 10 luglio si parte da Sigueira per Santiago. Ci lasciamo alle spalle la città e la vittoria dell'Italia al mondiale. I 17 km che mancano non ci fanno paura. Ma sono stati i più duri. Comincio ad aver problemi al tallone, Cristina con i tendini e Mariusz con le sue bolle, ma nessun lamento. Intanto dal km 75 recitiamo un salmo per ogni chilometro. A Cristina è venuta l'idea di leggere anche la lettera di S. Giacomo. La Parola di Dio diventa il nostro alimento ad ogni chilometro. Ci fermiamo per la Messa. | ![]() |
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| Finalmente le guglie della cattedrale di Santiago. Siamo arrivati. Non si sente più la stanchezza tanta è la gioia. Mettiamo l'ultimo timbro, quello della cattedrale. Siamo riconosciuti come veri pellegrini. Si fanno le varie devozioni: la mano nella colonna, il saluto all'angelo, la visita alla tomba di S. Giacomo. Affidiamo le nostre preghiere e quelle di tanti che ci hanno chiesto di intercedere. Si va a dormire al seminario minore per soli 5 euro dopo una cena fugace con quanto c'era rimasto. Dopo Bruma una signora che ha avuto pietà di noi ci aveva regalato un barattolo di marmellata di more. La stiamo ancora benedicendo. | ![]() |
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![]() Sono passati in fretta questi dieci giorni e dopo due mesi li rivivo ancora con forza dentro di me. Molte suggestioni, emozioni, sensazioni, immagini di paesaggi vari e variopinti, le coste atlantiche, le maree, i tramonti, le colline, gli eucalipti…le Messe all’aria aperta, i Salmi, le meditazioni, le conversazioni sagge ed edificanti e le altre ilari e scanzonate. Insomma un’esperienza di vita, di fede, di coraggio, di prova, di speranza, di amicizia, di condivisione, di problemi fisici, di stanchezza, di sudore, di essenzialità, di riduzione dei confort al minimo, di incontro con l’anima, la propria e quella dei tuoi compagni di viaggio. Proprio così è la vita: un cammino verso una meta da raggiungere e guai se si perdesse questo orizzonte di senso. Dove ci ritroveremmo? Certamente altrove… Don Mimmo | |||||