All’ottavo giro
Giro e rigiro, la mia vita non va.
Un altro giro e la luna, scomparirà.
Giro e rigiro, risposta non ho:
perché gli ultimi non hanno più voce, chissà!
Ho chiesto a quel Dio, che esiste lassù,
di darmi un segno perché ne ho bisogno.
All’ottavo giro lo voglio incontrare,
all’ottavo giro gli devo parlare
non posso aspettare.
C’è un muro che deve crollare.
All’ottavo giro lo voglio vedere,
all’ottavo giro lo voglio sentire
non posso aspettare,
che la vita ci viva e ci sfugga di mano.
Giro e rigiro, la mia strada dov’è?
Si apre a un cielo insperato, leggero, quaggiù.
Ha risposto quel Dio: “Non cercarmi lassù,
ma nel grido del mondo, dell’umanità.
All’ottavo giro ho capito chi eri,
all’ottavo giro mi hai parlato sul serio
e non hai aspettato.
Il muro è crollato davvero.
All’ottavo giro ti ho visto in Vincenzo,
all’ottavo giro ho sentito il tuo grido,
che non può aspettare, che la vita ci viva e ci sfugga di mano. |