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Una canzone per dare Dio...

Attimi di cielo

Attimi

Il cd “Attimi di cielo” (aprile 2005) contiene 12 clip che illustrano ogni canzone.

La progettazione della traccia multimediale e la realizzazione sono state curate
dalla prof. Caterina Cangià,

che è stata mia insegnante per un corso sulla Multimedialità presso la Facoltà di Scienze delle Comunicazioni Sociali della Pontificia Università Salesiana di Roma. E’ una suora salesiana docente di Pedagogia della comunicazione sociale e mediale all’UPS, docente alla Auxilium e alla Lumsa. In un articolo su VIA VERITA’ e VITA n° 203/2005, ha menzionato questo lavoro discografico e la traccia multimediale annessa, come esempio di come il nuovo Direttorio della CEI per le comunicazioni sociali, intende il nuovo modo di annunciare il Vangelo (p.48)

La presentazione che segue è di: Carlo Climati giornalista scrittore

E’ tempo di guardare il cielo. Ce lo ricorda Mimmo Iervolino con questo suo nuovo, bellissimo lavoro che spazia dalla musica alle immagini, dalla poesia al sogno, dal dolore alla speranza. Si tratta di un’opera multimediale, di altissimo livello, curata nei minimi particolari. E’ lo specchio della maturità artistica di un sacerdote che ha scelto la strada delle sette note per raccontare Dio, la vita, la preghiera, l’impegno sociale, il mondo. Il messaggio più bello che ne scaturisce è l’invito a distendersi, come un ponte, sulle acque agitate di un “nulla” che rischia di risucchiarci: nell’indifferenza, nell’incomunicabilità, nell’egoismo, nella superficialità di certi spot pubblicitari, dove gli infiniti confini dell’esistenza sembrano esaurirsi nell’ultimo modello di telefono cellulare. Le splendide immagini che accompagnano le canzoni di Mimmo Iervolino ci ricordano che bisogna saper andare oltre la tentazione del “nulla” e ritagliare “attimi di cielo” nella nostra vita, riscoprendo i volti di chi ha bisogno di un sorriso o di un abbraccio. Dopo duemila anni, Gesù è ancora in mezzo a noi, con le sue “mani forate dal mondo”. Ci guarda attraverso gli occhi di una ragazza albanese gettata sul marciapiede, nella sofferenza di un amico o di una mamma malata che sta per volare in cielo. Grazie, Mimmo, per averci ricordato tutto questo. Con la tua musica, con la tua poesia, con i tuoi accordi che guardano all’Eternità.

E' la vita dove la vediPerché io lo soAttimi di cieloNon mi arrenderòPonte fra cielo e terraUna parola nuovaA màOcchi come TeOltre il tempoOgni giorno di piùSognando l'ItaliaSe fossi nato nuvolaTraccia multimediale

È un inno alla vita, che ha i suoi alti e bassi,
che sembra scherzi con la nostra esistenza,
ma c’è Dio “oltre il muro, oltre il duro della vita che corre,
che avanza… è Dio VITA che vince”.
Intrisa di chitarre e suoni elettronici,
è un pop melodico, fresco, frizzante.

Quante volte è normale,
quante volte è speciale,
ci monta e ci smonta ci suona e ci stona.
Quante volte è normale, quante volte è speciale,
ci esalta e ci prova, ci rialza di nuovo.

E’ la vita di sempre, è la vita che vive.
E’ la vita che non fa rumore,
che nasce, che cresce, fiorisce e poi muore
anche senza di noi, proprio dentro di noi.

E’ la vita che vale, è la vita che vince.
E’ la vita che a volte hai paura
Ma c’è l’Altro oltre il muro,
oltre il duro della vita che corre, della vita che avanza.

E’ la vita di sempre, è la vita che vive.
E’ la vita che vale, è Dio-Vita che vince.

Quante volte si parte, quante volte si arriva.
C’è un principio e una fine per tutte le cose.

E’ la vita di sempre, è la vita che vive.
E’ la vita che esce di casa È per strada,
sui muretti di sera c’invita, c’incontra proprio dove la vedi.

E’ la vita che vale, è la vita che vince.
E’ la vita che a volte hai paura
ma c’è l’Altro oltre il muro,
oltre il duro della vita che corre, della vita che avanza.

E’ la vita di sempre, è la vita che vive.
E’ la vita che vale, è Dio-Vita che vince.

Cos’è l’amore o chi è l’amore?
Se si ama fino a dare la vita si sa cosa è l’amore e chi è.
È la nuda croce che bisogna abbracciare ogni giorno,
ogni volta che si ripresenta.
Bisogna sapere che non si presenta la croce,
ma il crocifisso e allora amare è
“stringerti di più tra il cuore e l’essere,
mentre brucio per amore tutto il sé
perché io lo so e più non so quanto ti amo.
Vorrei dirtelo così: senza parole”.

Io lo so che questo è amore:
se non vivo più per me.
Spengo il cuore ai desideri,
per far posto solo a Te.

Io lo so che quest’amore,
chiede che sia tutto in Te.
E’ un morire per amore,
in ogni istante, qui, per Te.

E’ stringerti di più tra il cuore e l’anima.
Nuda croce che è un”perché”
senza risposta.
Ed è stringerti di più tra il cuore e l’essere,
mentre brucio per amore tutto il “sé”.

Perché io, lo so e più non so.
Io lo so e più non so, quanto ti amo.
Vorrei dirtelo così:
senza parole,
senza parole,
senza parole,
solo per amore,
senza parole,
senza parole,
senza parole,
solo per amore.

Io lo so, ma più non so…
E vorrei esserti vivo.
Quante volte è più dolore,
non sentirti vivo, qui.

Io lo so che quest’amore,
chiede tutto dalla vita,
chiede il vuoto più totale,
che fa male, perché è amore.

E’ stringerti di più tra il cuore e l’anima.
Nuda croce che è un”perché”
senza risposta.
Ed è stringerti di più tra il cuore e l’essere,
mentre brucio per amore tutto il “sé”.

Perché io, lo so e più non so.
Io lo so e più non so, quanto ti amo.
Vorrei dirtelo così:
senza parole,
senza parole,
senza parole,
solo per amore,
senza parole,
senza parole,
senza parole,
solo per amore.

Gli anni ti passano sopra come le nuvole e si dissolvono nelle storie quotidiane,
ma Dio ritorna quando meno te l’aspetti
e ti fa toccare con mano la gioia di esserci, per Lui:

“Ti presenti di nuovo e il cuore ti riascolta sereno.
Senza dubbio sei Tu che riempi d’amore questi attimi di cielo”.

Quanta acqua che è passata,
sotto ai ponti di questa vita,
colorata a tinte chiare
e quando il grigio arrivava
c’eri tu, accanto tu, ogni volta.

Quanta brina s’è posata,
nei miei mattini d’inverno,
con il freddo lasciato fuori
e la pioggia scrosciante,
c’eri tu, accanto tu, ogni volta…

Ti facevi presente e il cuore
ascoltava sereno.
Senza dubbio eri tu,
che riempivi d’amore
quegli attimi di cielo… (bis)

Che riempivi d’amore
quegli attimi di cielo.

Quanti anni andati ormai.
Ti riconobbi a vent’anni
e da molti ti stringo al cuore
e se non fosse per te,
morirei ogni volta,
ma oggi stesso…

Ti presenti di nuovo e il cuore,
ti riascolta sereno.
Senza dubbio sei tu,
che riempi d’amore
questi attimi di cielo… (bis)

che riempi d’amore
questi attimi di cielo.

Sono stati anni di fuoco che voglio ridonare a te
e ringraziarti, ritrovarti come allora, come ora…

Rit.

Ti guardi intorno e vedi solo i potenti che raschiano
le risorse della terra.
I poveri sempre più poveri e i ricchi sempre più ricchi.
Questo ti fa rabbia e ti fa dire:
“Ma c’è un Dio Amore che può permettere questo?” e allora:
“Crederci è difficile, solo Tu puoi dirmelo. Non cerco soluzioni,
né facili illusioni. Sento che mi sfuggi, ma non mi arrenderò”.

Non ci sono anche per me.
Mi nascondo dentro te,
che mi stai scrutando ormai
da dietro quegli occhiali scuri.

Azzurro di mattina presto,
polmoni pieni di tristezza
per tanto mondo che si svende,
cercando un posto tra le sponde…

di questo grande mare,
di questo grande cielo
navigato, levigato dal rasoio dei potenti
e da tutta quella gente
che non ce la fa più.

Non ci sono anche per te.
Mi nascondo dentro me.
E mi sto facendo male
perché è dura da morire…

in questo grande mare,
in questo grande cielo
navigato, levigato dall’amaro che mi prende
e per tutta quella gente,
che non ce la fa più.

Crederci è difficile e solo Tu puoi dirmelo.
Non cerco soluzioni, né facili illusioni,
ma sento che mi sfuggi ed io mi arrenderò.

Crederci è difficile e solo Tu puoi dirmelo.
Non cerco soluzioni, né facili illusioni,
E sento che mi sfuggi, ma non mi arrenderò.

Gesù Crocifisso e “Abbandonato” è il ponte
che collega il Cielo e la Terra.
Anche noi, se diventiamo Lui,
ponendoci sulla nostra croce quotidiana,
possiamo diventare altri ponti.
“Fra cielo e terra non c’è più distanza.
Fattosi estremo calato qui.
Ogni buio è suo e luce chiara è già.
Fra me e l’Eterno, non c’è più tormento.
Nella cruna entra il cammello.
Il mio peccato e il tuo, non ci sono più”.

Distendi le braccia, su quella realt
e abbraccia di faccia
il dolore tuo proprio.
Entra negli occhi suoi.
Passa quel ponte sospeso sul nulla.

Senti le mani forate dal mondo.
Nella cruna dell’ago
attraversa il dolore.
Entra negli occhi suoi
Passa quel ponte sospeso sul nulla.

Fra cielo e terra non c’è più distanza.
Fattosi estremo, calato qui
ogni buio è suo e luce chiara è già.

Fra me e l’Eterno non c’è più tormento.
Nella cruna entra il cammello:
il mio peccato e il tuo, non ci sono più.

Guarda il tuo volto è ormai di pace.
Big-bang di vita ridonante senso
per stare e andare lì
dove il tempo non è più un ricordo.

Fra cielo e terra non c’è più distanza.
Fattosi estremo, calato qui
ogni buio è suo e luce chiara è già.

Fra me e l’Eterno non c’è più tormento.
Nella cruna entra il cammello:
il mio peccato e il tuo, non ci sono più.

Una canzone dance,
dedicata a Maria che,
con una parola, “sì”,
ha permesso che la storia
degli uomini cambiasse rotta.
Quel “sì” “apre una strada nuova,
apre all’eternità, apre all’immenso cielo,
una Parola nuova”.
“Una spada ti trafiggerà l’anima,
ma tu va oltre il dolore dov’è Resurrezione”.

Si presenta da sola.
È il ritmo che piace di più ai teenagers.
Quando Maria disse il suo “sì” aveva più o meno quell’età.
L’augurio è che tanti ragazzi,
invece di andare dietro a falsi profeti,
vadano dritto da Maria.

Apre una strada nuova.
Apre all’Eternità.
Apre all’immenso cielo,
una parola nuova.
Apre una strada nuova.
Apre all’Eternità.
Apre all’immenso cielo,
una parola nuova.

Ascolta quella voce, è l’angelo di Dio:
“Puoi diventare cielo del Cielo intorno a te,
se dici per amore una parola sola…”

Ascolta quella voce è lo Spirito di Dio:
“Sei tu piena di grazia, il Cielo è dentro te.
Hai detto per amore il sì che salverà.

Apre una strada nuova.
Apre all’Eternità.
Apre all’immenso cielo,
una parola nuova,
una parola nuova,
una parola nuova.

Ascolta c’è una croce è l’albero di vita.
Entra nel dolore e l’attraverserai.
Di là c’è il Paradiso, credimi e vedrai.

Apre una strada nuova.
Apre all’Eternità.
Apre all’immenso cielo,
una parola nuova,
una parola nuova,
una parola nuova.

“Non temere Maria. Il frutto del tuo grembo,
l’Emmanuele, Dio con noi sarà.
Una spada ti trafiggerà l’anima,
ma tu va oltre il dolore dov’è Resurrezione.”
Apre una strada nuova…

La persona che più ho amato in questa vita è stata mia madre.
Quando se n’è andata per sempre ho sofferto in modo indicibile.
Mi sono rasserenato quando la fede mi ha illuminato il buio
e ho potuto cantare:
“Ora so che sei tra le braccia di Dio e questa cosa mi d
pace”
che in napoletano suona così:
“Ma tè saccio mbraccio a Dio e me fa pace e ce pensà”.

Mamma mia te tengo a dint’
da matina ‘nfino a sera,
da chill’ultimo respiro
primma ‘e te vede’ partì.

Mamma mia me manchi tanto:
vas’, abbracci e parulelle:
“M’ vuò bbene?” – rispunnive –
“Te ne voglio ammore mio”.

Mamma mia ccà nun ce staje,
ma t’ trov’ a dint’ o core,
‘mparavise mbracci’ a ‘Dio,
‘nsiem’ all’Angel’ e a Maria.

Mamma mia, che vita strana,
fatt’ sul’ e sacrifici!
Ma te sacc’ mbracci’ a ‘Dio
e me fa pace a nce pensà.

Mamma mia, mamma mia bella,
quanta vot’ pens’ a quann’
s’arapeva chella stanza
e tu pront’ a m’ capì,
mò che nun ce staje cchiù,
m’ fa mal’ a nce trasì.

Mamma mia, mamma mia bella
si fa ‘o viento tu me parl’,
si me serv’ nu cunziglio
dint’ ‘o suonn’ arrivi tu,
pecché sta vita è stran’
mo’ t’ ‘o ‘lleve e mo’ t’ ‘o ddà.

Ma te sacc’ mbracci’ a ‘Dio
e me fa pac’ a nce pensà.

Mamma mia, mamma mia bella,
quanta vot’ pens’ a quann’
s’arapeva chella stanza
e tu pront’ a m’ capì,
mò che nun ce staje cchiù,
m’ fa mal’ a nce trasì.

Mamma mia, mamma mia bella
si fa ‘o viento tu me parl’,
si me serv’ nu cunziglio
dint’ ‘o suonn’ arrivi tu,
pecché sta vita è stran’
mo’ t’ ‘o ‘lleve e mo’ t’ ‘o ddà.

Dio in te, occhi che ti scrutano, mai per giudicarti, ma per amarti.
Quando il tuo sguardo si perde nel suo,
la tua anima diventa un universo immenso
che ti spinge verso mete mai pensate o sperate.

Occhi dentro me.
Entri per dirmi: “Cosa c’è?”,
quando mi guardi
col silenzio opaco,
di chi presto parler
e chissà se ci sarà quel ascolto
vivo, fuoco.

Occhi come i tuoi,
son rari da incontrare qui,
così chiari che m’accendono
il buio che ora c’è.
Occhi come Te.

Scappo dentro me.
Hai vinto ancora: “Cosa vuoi?”.
Mi hai spinto dentro alla mia vita
Ed ora sono tutto l
E chissà se prenderò al volo,
il cuore, il cielo, il volo.

Occhi come i tuoi,
son rari da incontrare qui,
così chiari che m’accendono
il buio che ora c’è.
Occhi come Te.

Occhi, occhi, occhi, come Te.

Occhi come i tuoi,
son rari da incontrare qui,
così chiari che m’accendono
il buio che ora c’è.
Occhi come Te.

Sono molto affezionato a questa canzone
perché ha tradotto il mio “farmi prossimo”
a uno dei più cari miei collaboratori,
quando era ammalato tanto gravemente da essere in pericolo di vita.
Volevo, con questa canzone fargli capire
che c’è un “oltre” nel quale sperare e
che può dare senso anche alle sofferenze.
“E allora me ne andai così con in cuore solo un sogno,
d’incontrare il senso della vita mia, che va oltre il tempo”.

Camminavo per la mia strada
quando a un tratto me ne sono andato
coi pensieri, navigando a sprazzi,
un cielo nuvoloso.

Camminando per la stessa strada
mi si disse: «Resta ancora a casa»,
ma cambiai il ritmo alle parole
del cielo nuvoloso.

E m’affacciai per dire: «Ciao!
Ci rivedremo forse mai».
A denti stretti salutai
in un addio improvviso.

E m’affacciai per dire: «Ciao!».
Un altro mondo v’incontrai
in una luce intensa dove il cielo è vivo,
come il cielo estivo,
come il cielo estivo,
come il cielo…estivo…

Camminavo per la stessa strada,
l’asfalto lungo un viale albeggiato
da tanti sogni, alcuni avverati
e un cielo senza fine.

Camminando per la mia strada
mi si disse: «E’ ora di partire»,
ma cambiai il tono alle parole
del cielo senza fine.

E allora mi fermai così
raccogliendo il mio respiro,
nell’ultimo minuto
prima di partire.
E poi me ne andai così
con in cuore solo un sogno,
d’incontrare il senso della vita mia,
che va oltre il tempo.
… che va oltre il tempo,
che va oltre il tempo,
che va oltre il tempo.

Quante guerre sul globo, quanta violenza.
Ma basterebbe la volontà di andare un po’ al di là delle nuvole
per scoprire un’altra possibilità di pace: Dio.
Infatti, “c’è silenzio oltre le nuvole, dove ha più senso l’anima
e lo spirito va al di là sopra ogni piccolo particolare…
Voglio un giorno che non finisca mai
dove ognuno sa di essere unico
e con quello che è, può far bello e più buono il mondo”.

C’è silenzio oltre le nuvole,
dove ha più senso l’anima,
e lo spirito va aldil
sopra ogni piccolo particolare,
oltre la musica, nel presente, l’Eternità.

Sembrano soffici pensieri,
volano spinti dalla vita
E dalle guerre che quaggiù
non finiscono mai…
Oltre ogni limite:
quale futuro ci sarà?

Io non voglio tornare giù
ad ascoltare dolori e incroci,
a vedere, sentire, toccare
ogni giorno di più…

Voglio un giorno che…
non finisca mai.
Dove ognuno sa…
di essere unico
e con quello che è
può far bello e più buono
il mondo…

Sembrano ali di gabbiano.
Si va su oltre i pensieri,
dove l’azzurro è tutto cielo
e il cielo una fiamma che ti accende.
E’ nel presente,
che s’incontra l’Eternità…

Ora voglio tornare giù
ad ascoltare dolori e incroci,
a vedere, sentire, toccare
ogni giorno di più…

Voglio un giorno che…
non finisca mai.
Dove ognuno sa…
di essere unico
e con quello che è
può far bello e più buono
il mondo… (bis ) che c’è.

È purtroppo la triste storia
di una ragazza albanese tradita
dalle menzogne di un uomo senza scrupoli,
che voleva darla in pasto alla strada.
Da quella stessa strada arrivò chi
le diede speranza e la possibilit
di un futuro migliore.
Don Benzi, che l’ha raccolta
e ridonata alla vita,
le ha fatto raccontare in un programma
televisivo la sua triste avventura.

Tra le mani il volto e il sogno infranto
di una vita spenta nel rogo di una lucciola.
Sognavi un mondo colorato di farfalle,
di fiori profumati dalla voglia di vivere.

Sbarcare a Brindisi su spiagge ruvide,
luci lontane un miglio:
ecco l’Italia e le speranze.

“Ti amo – diceva – vieni con me
e la felicità sarà per noi”
Adesso, tradita, offesa…
Su quella strada, il sogno.

«Albania, casa mia. Alba mia, dove sei?
Sorgi ancora, ti prego,
fammi di nuovo respirare.
Albania casa mia. Alba mia, dove sei?
Quanto cielo ho da arare,
quante nuvole da perdonare…OH OH OH

Quando spesso mi ritorna…
Sognando l’Italia che non ha niente.

Tra le mani, chiusa è la mia vita,
schiava, del dolore e di uomini nulla.
Ho un corpo che non vive e non conosco più
mentre mi sta sopra il mondo
che sognavo libero.

Schiavo anch’esso di sesso, di violenza
mi compra e mi riversa
nel fiume scuro delle lucciole.

“Ti amo – diceva – vieni con me
e la felicità sarà per noi”
Adesso, tradita, offesa…
Su quella strada, il sogno.

Albania, casa mia. Alba mia, dove sei?
Sorgi ancora, ti prego,
fammi di nuovo respirare.
Albania casa mia. Alba mia, dove sei?
Quanto cielo ho da arare,
quante nuvole da perdonare…»

Albania anche mia. Alba mia anche per te,
sorgi ancora, ti prego,
asciuga i solchi della vita.
Albania anche mia. Alba vera, tu ci sei
in ogni uomo, in ogni sguardo,
che ama sotto il Cielo…
Quando spesso mi ritorna
l’altra Italia che mi sorprende,
un raggio mi riluce il senso e il vivere.

Un finale da brio dance
per lasciare un messaggio decisamente forte.
Nessuna nuvola è tale se non si dona in pioggia.
Nessun cristiano è tale se non dona la vita
per quel Dio che l’ha donata per primo.

Contiene i video delle canzoni e i testi delle canzoni con accordi ed altre informazioni…è ovvio sul supporto CD

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Updated: 29 maggio 2014 — 15:53
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